Come Fare Il Biodiesel In Casa - Produzione Fai Da Te


solare eolicoCome Fare Il Biodiesel In Casa



come fare il biodiesel


Ben trovati in questa pagina informativa di Mppt Solar. In questa pagina troverete tutte le informazioni necessarie per conoscere il biodiesel, capire i suoi vantaggi e produrlo in casa attraverso un particolare procedimento, chiamato transesterificazione. Diventerete così completamente indipendenti e liberi dal petrolio. Il prezzo del carburante infatti sta continuando a salire e l'inquinamento derivato dalle emissioni di scarico dei veicoli è a dir poco allarmante. Le risorse di combustibili fossili sappiamo che si stanno esaurendo ed a breve non saranno in grado di soddisfare la sempre maggiore richiesta dei consumatori. Imparare a fare il biodiesel a casa può aiutarvi a risparmiare parecchi soldi e rendervi indipendenti dal monopolio petrolifero già da oggi.

Imparare a fare il biodiesel in casa non solo vi permetterà di risparmiare sul costo del carburante ma anche di risparmiare sulla manutenzione delle vostre auto. Serie di test hanno infatti dimostrato che i motori alimentati dal biodiesel sono più efficienti, hanno meno guasti e hanno una maggiore durata di vita di quelli alimentati con carburanti fossili tradizionali. Sarete stupiti di quanto risparmierete ogni anno. Non risparmierete solo sul carburante ma anche sulle spese di manutenzione dell'auto.



Cos'è il biodiesel?

Vediamo insieme di conoscere questo combustibile che, grazie ai suoi costi ridotti, alla facilità di realizzazione e all'assenza di inquinamento, sta diventando rapidamente l'alternativa più apprezzata al normale carburante. Il biodiesel è un combustibile che si ricava da risorse completamente rinnovabili come i grassi animali e gli olii vegetali, attraverso un procedimento che si chiama transesterificazione. Questo combustibile può essere utilizzato sia per l'autotrazione sia per il riscaldamento. È un prodotto biodegradabile, che se dovesse essere sparso nel terreno, non produrrebbe nessun tipo di inquinamento e si dissolverebbe in poco tempo. Il biodiesel è largamento utilizzato nei Paesi del Sudamerica, tanto che ci sono interi campi dedicati alla coltivazione delle piante per ricavare il biodiesel (come per esempio la colza, la soia ed il girasole). Sfruttare le nostre aree agricole abbandonate per questa produzione, avrebbe effetti positivi sull'ambiente, sull'occupazione e sulla salute pubblica.



Che differenza c'è tra biodiesel e diesel?


stazione di biodiesel

È bene premettere che i motori che funzionano con il diesel, funzionano ugualmente con il biodiesel. Non c'è bisogno di nessun kit di conversione. La maggior parte dei principali costruttori di autoveicoli europei ora forniscono addirittura copertura di garanzia sul veicolo che viene alimentato da biodiesel puro. Il biodiesel non è un prodotto derivato dal petrolio. Proviene infatti da fonti rinnovabili che si possono trovare a casa propria (come per esempio l'olio di girasole) ed è completamente biodegradabile. Il diesel è tossico. Il biodiesel non è affatto tossico, tanto che se fosse confrontato con il sale da cucina, quest'ultimo risulterebbe più pericoloso. A differenza dei normali combustibili, il biodiesel non è responsabile dell'effetto serra, non produce biossido di zolfo, non produce fumo nocivo dagli scarichi di autoveicoli, anzi aumenta la vita della marmitte catalitiche e giova al motore grazie ad una sua azione detergente che non comporta incrostazioni. Non avendo poi idrocarburi nel suo impiego logicamente non produce sostanze cancerogene, nè pericoli di combustione.



Il biodiesel in Germania, Francia e Regno Unito

La Germania ha oltre 1.900 stazioni di rifornimento di biodiesel e risulta più economico del diesel normale. Il biodiesel è anche ampiamente utilizzato in Francia, che ne è il più grande produttore al mondo. Praticamente tutto il combustibile diesel venduto in Francia contiene tra il 2% e il 5% di biodiesel. Nel Regno Unito, il biodiesel è tassato meno della benzina ed è disponibile in commercio.



Come produrre il biodiesel?

Per iniziare è bene partire da olio nuovo e poco per volta, per l'olio usato vedremo in seguito. Come visto in precedenza, il processo che trasforma l'olio in biodiesel è la transesterificazione. Come prodotto di "scarto" viene prodotto sapone e glicerina. Quindi partendo da un litro di olio ci ritroveremo con con un 15%/20% di glicerina e del sapone liquido. Va ricordato che per fare ciò è necessario usare delle sostanze chimiche, che se usate impropriamente possono risultare molto pericolose. Per iniziare va ricordato che il biodiesel si ottiene partendo solo da grassi e olii vegetali o animali. I comuni olii motore NON devono essere utilizzati.


come fare biodiesel in casa


L'olio e i grassi sono formati da trigliceridi. Come suggerisce il nome sono composti da tre lunghe catene di acidi grassi tenute insieme da una molecola di glicerolo. Questa particolare composizione e struttura chimica dona all'olio le caratteristiche che tutti noi conosciamo, tra cui la viscosità. Il gasolio infatti è molto meno viscoso dell'olio, e visto che tutto l'impianto di alimentazione dell' auto è progettato sulla sua viscosità, bisogna trovare una soluzione chimica per rendere il nostro olio al pari del gasolio. Per fare ciò serve un catalizzatore (soda caustica) il quale spezza i legami del glicerolo con i tre acidi grassi e permette al metanolo di sostituirsi ad esso. Si crea così il metil-estere che è il nostro biodiesel.



Sostanze chimiche necessarie

Per la riuscita dell'esperimento è buona norma utilizzare prodotti chimici puri e di buona qualità. Per realizzare il biodiesel occorre un alcool e un catalizzatore. Gli alcool utilizzabili sono due: alcool metilico (chiamato anche metanolo o spirito di legno) oppure il più comune e noto alcool etilico (etanolo). Sfortunatamente utilizzare il secondo risulta più difficoltoso, e per iniziare si consiglia di usare il metanolo. Il metanolo deve essere puro al 99%. Occorre prestare molta attenzione ad esso, perchè è molto tossico e se usato impropriamente può provocare cecità o morte. Per quanto riguarda il catalizzatore esso è comune soda caustica (sodio idrossido NaOH). È usato per pulire le superfici molto sporche. Anche se più costoso e difficile da reperire, esiste un catalizzatore migliore. Esso è l'idrossido di potassio (KOH). Impiega meno ad agire e la qualità finale risulta migliore. Chi riuscisse a procurarselo a prezzo vantaggioso sarà molto fortunato.


come fare il biodiesel


Per tutte le sotanze chimiche è buona norma leggere le schede di sicurezza prima di iniziare a maneggiarle. Come norme generali diciamo che sono necessari guanti e occhiali di protezione. La soda caustica arreca ustioni chimiche e il metanolo gravi danni al nervo ottico e al sistema nervoso. Se pur in minor quantità , il metanolo può avvelenare anche attraverso il contatto con la pelle. Questi sono i casi peggiori in cui potreste incappare, un utilizzo consapevole non porterà nessun effetto tossico sull'organismo. Tutte le sostanze impiegate sono molto igroscopiche, ovvero assorbono molto velocemente l'umidità dall'aria. Più umidità assorbono e meno svolgono a dovere il loro lavoro. Quindi per non mettere a repentaglio il lavoro, fate presto a richiudere le confezioni.



Tipo di olio

Per iniziare si consiglia di usare olio di girasole, mais o di soia rigorosamente nuovo. Gli altri olii, come arachidi, palma, cocco hanno delle caratteristiche che li rendono adatti solo in estate. Infatti tendono a cristallizzare a temperature non molto basse , anche dai 15 C°. Inoltre contengono quantità di grassi superiori che potrebbero annullare la reazione. Per il trattamento di questi olii ci vuole più esperienza e nozioni che vedremo in seguito.



Componenti necessari per la nostra prova

•   1 Litro di olio nuovo, scelto in base a quanto detto precedentemente
•   200ml di metanolo puro al 99%
•   Soda caustica NaOH o potassio idrossido (KOH)
•   Bilancia con precisione almeno 0,1g o meglio 0,01g
•   Termometro da cucina
•   Beker da laboratorio o contenitore graduato in grado di misurare le quantità liquide
•   2 Bottiglie di vetro o plastica da 2 Litri (non le normali in PET, ma in plastica più resistenze HDPE. Le normali in PET si sciolgono)
•   Imbuto
•   Carta assorbente
•   Agitatore, che può essere un trapano con un asta, un motorino elettrico ecc. Serve per mescolare il liquido dentro la bottiglia



Fase 1

Prima di tutto indossare guanti in gomma e occhiali protettivi. La soluzione che andiamo a creare è molto aggressiva. Misurare 200 millilitri di metanolo e versarli in una delle due bottiglie. (meglio se di vetro) Misurate 3,5 grammi di soda caustica sulla bilancia di precisione ed inseriteli nella bottiglia precedentemente riempita con il metanolo. Entrambe le operazioni vanno effettuate velocemente, per impedire che le sostanze assorbano troppa umidità dall'aria. Una volta tappata la bottiglia smuovetela fino a che le scaglie di soda caustica siano scomparse completamente. Il processo potrebbe richiedere parecchi minuti. Se non avete tempo per agitare, lasciate la bottiglia a riposo per qualche ora. Prima di continuare le operazioni. controllare che la soda caustica si sia completamente dissolta nel metanolo.



Fase 2

Affinchè la reazione avvenga in modo corretto, la temperatura dell'olio dovrebbe essere in un intorno dei 50 C°. Quindi preriscaldiamo l'olio fino a tale temperatura. Per fare ciò possiamo usare l'energia solare (ad esempio tramite un forno solare parabolico), oppure un fornello elettrico, facendo riscaldare dell'acqua dove verrà messa la bottiglia con l'olio. Una volta raggiunta la temperatura inserire attraverso l'imbuto la soluzione di metanolo e soda caustica preparata nella fase uno. A questo punto non resta che agitare dolcemente il coposto per circa 1 ora. Per agitarlo potete usare un trapano elettrico alla minima velocità oppure un motorino elettrico che muove il mescoloatore. Per posizionare l'agitatore lascio a voi trovare una soluzione che faccia al caso vostro. Alcuni si servono di trapani a colonna altri costruiscono una sruttura in legno per sorreggere il tutto.Passata un ora spegnete tutto e lasciate la bottiglia decantare per 24 ore.



Fase 3

Osservando la bottiglia, se tutto è andato a buon fine, vedrete sul fondo uno strato scuro di glicerina (e non solo) di color marrone. A questo punto il biodiesel è stato creato, infatti è il liquido che sta sopra la glicerina. Se avete ottenuto un risultato simile, l'esperimento è riuscito correttamente. Ora per separare il biodiesel dalla glicerina potete usare due opzioni. Potete girare la bottiglia in modo tale che il tappo sia rivolto verso il basso, ed una volta che la glicerina si è depositata sul fondo, allentare il tappo e far fuoriuscire tutto fino al livello del biodiesel. Oppure usare la carta assorbente come filtro, facendo passare il tutto attraverso la carta. Entambe le soluzioni non sono molto comode, infatti per produzioni in grandi quantità si usano contenitori con rubinetti al fondo, in modo da permettere un deflusso più pratico della glicerina. Il biodiesel è ora pronto, ma non è ancora adatto per essere usato nei motori. Infatti deve subire dei lavaggi per ripulirlo da sostanze residue.



Lavaggio con acqua

Il biodiesel ottenuto non è ancora pronto per la sua funzione. Infatti contiene ancora gli scarti della reazione, gli stessi potrebbero arrecare danno ai meccanismi dell'automobile. Per eliminare i residui si procede alla fase di lavaggio. Essa consiste seplicemente nell'aggiungere acqua al biodiesel, in modo delicato, senza agitare troppo, per evitare di trasformare tutto in sapone. Dopo aver mescolato l'acqua aspettare finchè lo strato di sapone e altre sostanze precipiti sul fondo. Questo accade perchè il biodiesel è più leggero dell'acqua, e mischiandoli si crea un emulsione. Per rimuovere il sapone dal fondo procedere come per la glicerina, spiegato nella fase tre. Se per qualche motivo non si forma un emulsione, significa che qualcosa è andato storto e bisogna ricominciare dall'inizio. Controllando la purezza dei prodotti, se sono vecchi, oppure le dosi e l'accuratezza degli strumenti. In caso positivo dovreste trovarvi più o meno nella stessa situazione della foto di metà pagina (quella del barattolo con accanto un girasole). Il biodiesel sopra, e subito sotto uno strato cremoso bianco. Una volta rimosso lo strato bianco, bisogna ripetere la stessa operazione di lavaggio per altre volte, di norma tre, finchè al posto della strato cremoso ci sia acqua pulita e cristallina.



Asciugatura

Alla fine dei lavaggi il biodiesel è pronto per essere usato. Potrebbe rendersi necessario far evaporare l'acqua residua contenuta in esso. Se al posto di avere un aspetto traslucido e cristallino, appare nebuloso, bisogna riscaldarlo e far così evaporare l'umidità al suo interno. Se la giornata lo consente lasciatelo al sole con il tappo aperto. Quando sarà diventato traslucido potrà essere usato.



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